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Ricorrenza della Madonna del 20 febbraio PDF Stampa E-mail

Di seguito il discorso pronunciato dal Sindaco Franco Scoditti nella Chiesa dell'Immacolata in occasione della tradizionale "Consegna delle chiavi" alla Madonna del Carmine, Protettrice della Città di Mesagne.

Reverendo Arciprete, Reverendo Vicario Foraneo, Reverendi Padri Carmelitani, Parroci e Clero tutti, Autorità Civili e Militari, concittadini carissimi;

non è trascorso neppure un anno da quando si è insediata l'amministrazione della cui guida porto l'onore e la gravosa responsabilità. Questo secondo appuntamento mi riempie ancora una volta di emozione: rinnoviamo oggi tutti insieme la nostra devozione individuale e collettiva alla SS.ma Vergine del Carmelo, Protettrice della città di Mesagne, in un rito - quello della consegna delle chiavi -  che non è e non può essere soltanto religioso, né può ridursi alla celebrazione di una pur sentita ricorrenza di popolo.

Porto qui dinanzi alla nostra Madonna la mia umile testimonianza di mesagnese devoto, Primo Cittadino tra uguali. Anche in questa occasione, come sempre, la mia umanità vibra di un complesso di inesprimibili sentimenti, tra una rinnovata fede e la passione della memoria. Credetemi, cari concittadini: ogni volta che ho partecipato - nei tanti lustri che mi separano dalla mia infanzia - a questo momento di venerazione, unitamente alla mia comunità cittadina, pervaso anch'io dal sentimento collettivo di gratitudine e riconoscenza a Maria, ebbene io mi sono sentito rafforzato e saldo. Come se nella mia debolezza di uomo, di marito, di padre, di lavoratore, di cittadino impegnato nella cosa pubblica, la Madonna mi donasse una luminosa energia per proseguire diritto nel mio cammino privato e pubblico. E, insieme a me, donasse tale forza ai miei concittadini, in qualche modo rinvigorendo il nostro spirito comunitario.

Per questo - per una ragione cioè che trascende la ragione - oggi noi rinnoviamo un rito che è di fede e devozione, certamente, ma anche di impegno civile e morale. La moltitudine di mesagnesi che partecipa come può a questa significativa occasione - chi di presenza, chi attraverso le preziose trasmissioni televisive, chi col pensiero e con il cuore non potendo per ragioni di malattia o di lontananza - è l'affresco radioso della Mesagne che conosciamo e che vogliamo consolidare. A volte, nella stretta contingenza, abbiamo dubitato della nostra città! A volte abbiamo temuto lo smarrimento! La nostra bella città ha attraversato fasi della storia di segno diverso.

Il terremoto che colpì questa terra nel 1743 oggi assurge a metafora originaria e terribile dei tanti sconquassi sociali che abbiamo dovuto attraversare nelle diverse epoche storiche, ora più ora meno gravi. Fu la Madonna del Carmine, in quella luttuosa vicenda, ad allungare il suo manto riparatore sul nostro destino, da allora e per sempre.

Ogni vicenda di difficoltà patita nei decenni e nei secoli ha contribuito a rafforzare il nostro sentimento di appartenenza a questa comunità, quello spirito pubblico che nei mesagnesi appare essere la straordinaria sedimentazione di tante virtù individuali e civili, in una miscellanea meravigliosa il cui esempio visibile è qui davanti ai nostri occhi e dinanzi alla nostra Protettrice!

L'inclinazione del nostro senso di cittadinanza, il nostro stesso essere mesagnesi, si manifesta attraverso valori scolpiti indelebilmente. Mesagne ha un'identità chiara: è una città laboriosa, ospitale, generosa, solidale, coesa pur nella dialettica, democratica, legalitaria, LEGALITARIA!

Lo abbiamo dimostrato nel faticoso corso dei lunghi periodi in cui le avversità sembravano avere il sopravvento, in quelle fasi controverse che ci hanno urtato e disorientato. Anche le notizie di cronaca emerse nelle ultime settimane, il vociare incontrollato, le indiscrezioni alimentate senza fondamento stanno in qualche modo provando a destabilizzare la tenuta delle istituzioni democratiche e dello stesso sistema sociale, che tuttavia sono e si dimostreranno ancora una volta sani e di grande limpidezza morale! E' ancora troppo recente il ricordo di anni drammatici oramai alle nostre spalle, anni in cui anche provare a passeggiare per le strade del nostro centro storico poteva significare rischiare la propria incolumità o addirittura la vita, anni in cui era quotidiana la battaglia dello Stato democratico contro l'antistato della malavita organizzata! Le istituzioni dell'epoca ingaggiarono una strenua ed impavida lotta alla criminalità, difendendo il baluardo della legalità anche ad alti costi personali.

A quella lezione possiamo fare ricorso ancora oggi, ispirandoci per il quotidiano rispetto delle regole e nella trasparenza del nostro pubblico agire.

Quel periodo oscuro ha inciso sulla stessa biografia di questa città, lacerazioni profonde e non dimenticabili. Oggi, in questa sede, al cospetto della Vergine Maria, voglio affermare con forza: non facciamoci intimidire, non allentiamo la nostra tensione civile e la nostra fede!

In questa occasione possiamo rinnovare il nostro atto di fede, certamente, ma anche la nostra responsabilità di cittadini mesagnesi, supplicando sostegno e conforto alla Madonna del Carmine: che ci aiuti a comprendere, ad essere integri e ad agire di conseguenza nell'interesse supremo del bene condiviso.

Mesagne è Città Mariana dal 9 febbraio del 2003, da quel momento sancendo anche formalmente l'antico rapporto di devozione con la Vergine Madre. Quella intestazione impegna tuttavia ciascuno di noi ed in particolare chi occupa un ruolo politico-istituzionale ad un compito maggiormente gravoso: non perdere mai di vista la sola stella polare possibile, il bene comune, per il cui disinteressato servizio noi umilmente agiamo. Non è solo la politica a sentirsi (e talvolta ad essere) smarrita, a diluire la propria necessaria identità ideale nella partigianeria (spesso vana o dannosa) dell'operare quotidiano. Viviamo complessivamente, governanti e governati, un momento critico che non è né può essere riferibile esclusivamente alla congiuntura del momento, inquadrandosi in una dimensione critica più ampia e radicata che è quella della nostra epoca storica.

Molte e di faticosa risoluzione sono le questioni nell'agenda della politica locale, tra tutte: la necessità di garantire ogni cittadino nel soddisfacimento dei suoi diritti essenziali; di provare a sollevare ciascun mesagnese dalle necessità più gravose; di assicurare una Mesagne ordinata, pulita, all'insegna delle regole della civile convivenza. Nel nostro piccolo, però, abbiamo anche il dovere di resistere alle spinte devastanti che provengono dal mondo globalizzato. Quel mondo che oggi non distingue più l'essere dall'avere, o privilegia l'apparire all'essere, che ignora le lezioni che vengono dal passato per guardare ad un futuro privo di esempi, che non confida più nei giovani e non ha premura per il loro avvenire, che non tutela le donne ed i bambini, che ignora le tante (troppe) fasce di disagio e povertà nascoste nel nostro difficile presente.

Compito di ciascuno di noi - ceto dirigente e cittadini - è proprio quello di farsi carico di questo groviglio di problemi, in una sorta di dinamica della responsabilità virtuosa ed appagante: noi possiamo e dobbiamo dare delle risposte! Tutti insieme: istituzioni e forze politiche, la Chiesa, la folta e ricca galassia dell'associazionismo, le forze dell'ordine (che svolgono un lavoro prezioso ed alle quali rivolgiamo la nostra gratitudine), la magistratura, il mondo del lavoro e delle professioni, le scuole di ogni ordine e grado, fino ad ogni singolo cittadino.

Concludo augurandovi serenità, cari concittadini, e migliore fortuna; e, rinnovando l'invito ad una maggiore fiducia e ad una maggiore coesione, esterno il nostro anelito di fede alla Madonna del Carmine con i versi del poeta Giovanni Testori che, rivolgendosi direttamente a Maria, scriveva: "Noi Ti chiamiamo, di Te sete, fame, bisogno abbiamo. Vieni; porta disserrata, speranza disarmata, cima altissima e innevata! Tu sai; parlare Ti dobbiamo".

 
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