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La valigia dell’autore - Prof. Franco Rizzi PDF Stampa E-mail
“Tutto il bacino a sud del Mediterraneo è in fiamme, le oligarchie a lungo spalleggiate dai governi occidentali si sfaldano sotto la spinta delle masse. Quali saranno i nuovi assetti politici ed economici di un’area estremamente vicina all’Europa?”, è questo l’interrogativo al quale risponde “Mediterraneo in rivolta”. L’instant book a firma di Franco Rizzi fresco di stampa, edito per i tipi di Alberto Castelvecchi (Roma), sarà presentato sabato 4 giugno a partire dalle 18 presso la sede del Gal – Terra dei Messapi al civico 3 di via Albricci, a Mesagne, nel centro storico della città.

La presentazione del volume si inserisce nella rassegna “La valigia dell’autore”, incontri organizzati  dal Comune di Mesagne, per l’occasione in collaborazione con Unimed (Unione delle Università del Mediterraneo) e Universitas studiorum lupiensis. I lavori saranno coordinati da Mariella Vinci, consigliere comunale delegata ai rapporti con l’Università.

Dopo i saluti iniziali affidati al sindaco Franco Scoditti e al presidente del Gal Damiano Franco, interverranno i relatori Vitantonio Gioia, professore ordinario di Storia del pensiero economico e direttore del dipartimento di Scienze sociali e della Comunicazione dell’Università del Salento; Antonio Palmisano, professore associato di Antropologia politica presso l’Università di Trieste; Antonio Aresta, dottore di ricerca, cultore della disciplina in Economia dello Sviluppo presso l’Università del Salento. Franco Rizzi è professore ordinario di Storia dell’Europa e del Mediterraneo all’Università di Roma Tre. Ha insegnato in diversi corsi in Francia, Gran Bretagna, Spagna e in numerosi Paesi della riva sud del Mediterraneo. E’ il fondatore dell’Unimed di cui è segretario generale. E’ direttore responsabile di MedArabNews, portale di approfondimento politico, economico e sociale sul Mediterraneo e mondo arabo.

Dopo la pubblicazione del volume “L’Islam giudica l’Occidente” per Argo editore, il 20 aprile ha visto la luce “Mediterraneo in rivolta”, con l’introduzione di Lucio Caracciolo, direttore della rivista di geopolitica Limes. L’autore scandaglia le ragioni delle rivolte in corso in tutto il Mediterraneo, ragioni che affondano in scenari di rango internazionale e nei rapporti (di forza) fra Oriente e Occidente, con un monito implicito: i movimenti rivoltosi in corso non possono essere relegati in una parte del mondo entro i confini esterni e stranieri. Gli esodi di massa sono la prova provata che volgere lo sguardo altrove non solo non è giusto ma non è possibile.

Nella quarta di copertina un assaggio dei temi affrontati: “Nessuno degli osservatori internazionali l’aveva previsto e ora è difficile tracciare ipotesi sull’esito finale delle sommosse in atto. Un effetto domino senza precedenti che ha investito il mondo arabo. Mediterraneo in rivolta è la prima analisi approfondita degli accadimenti che, a partire dalla Tunisia, hanno interessato l’Egitto, la Libia e gli altri paesi dell’area. Una descrizione precisa che parte dalle cronache di questi mesi e ricostruisce i precedenti storici di scioperi e manifestazioni di piazza avvenuti in questi Stati. Una riflessione sulla formazione della classe politica all’indomani della decolonizzazione, che dopo la crisi petrolifera del 1973, ha generato una democrazia limitata e una frattura tra classe dirigente e il resto della società. Franco Rizzi mette in luce le responsabilità dell’Europa che in questi Paesi ha portato avanti una strategia basata sull’accaparramento delle fonti energetiche, la creazione di mercati protetti, la difesa a oltranza della sicurezza di Israele e la paura dell’islamismo politico. Per la prima volta un’opera esamina attentamente anche il ruolo che i social network e la comunicazione globale hanno avuto nella diffusione e nel radicamento delle proteste di piazza a partire dal movimento dell’Onda Verde sino agli interventi repressivi e di oscuramento del regime egiziano e allo scoppio della guerra civile libica”.

Lo sguardo sul mondo di “Mediterraneo in rivolta” è la stessa prospettiva dalla quale nasce il progetto di Unimed, che si propone con l’immagine di “Università senza le mura” e senza confini.  L’Unione delle Università del Mediterraneo, fondata nell’ottobre del 1991, è un’associazione di Atenei dei Paesi che si affacciano sul bacino del Mediterraneo (www.uni-med.net). Il dato aggiornato al 31 marzo dell’anno in corso parla di 81 università associate provenienti da 21 paesi di entrambe le sponde del Mediterraneo. Unimed promuove la ricerca universitaria e la formazione nella regione euro-mediterranea per contribuire alla cooperazione scientifica, culturale, sociale ed economica. Atenei in rete, dunque, operativi in diversi ambiti: patrimonio culturale materiale ed immateriale, economia, energia, ambiente, risorse idriche, trasporti, salute, media, nuove tecnologie, storia e turismo. (Sonia Gioia - Brindisi Report.it - Autorizzata la pubblicazione).

 

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