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Centro Storico
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Centro Storico
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Il centro storico, conserva le tracce dell’età dei Messapi, popolazione del Salento preromano, alcune reminiscenze dell’età bizantina, ma soprattutto la struttura urbanistica del Cinquecento ed i tesori architettonici ed artistici dell’età barocca

Mesagne ha la forma di un cuore. Tra le più antiche riproduzioni cartografiche della cittadina ce n’è una della  fine del Cinquecento, eloquentissima, contenuta nel manoscritto di Cataldantonio Mannarino. Compresa nella cinta muraria, con le sue porte ed il suo castello, davvero la cittadina assomigliava ad un muscolo cardiaco con le sue anse ed il suo culminare, quasi a punta, proprio verso sud.

 

Porta Grande

Proprio al centro della pianta del Mannarino, ben chiusa dalle ante di un massiccio portone, ecco la Porta Grande, che resta oggi la principale testimonianza di quella che fu la cinta muraria, con le sue torrette ed i suoi camminamenti. Nel disegno del Mannarino la vediamo così come probabilmente era stata costruita nel Quattrocento. Il monumento attuale, invece, risale al 1784.

La porta, infatti,  crollata parzialmente venti anni prima, nel 1764, rimase così diroccata fino all’agosto del 1784, appunto, quando il feudatario di Mesagne, Giuseppe Barretta, decise di smantellarla completamente, mai immaginando che ciò avrebbe provocato una violenta reazione della popolazione che, considerando la porta quasi simbolo delle libertà comunali, costrinse il feudatario a farla riedificare in pochissimo tempo.

Al feudatario non rimase che una piccola soddisfazione: quella di inserire il proprio stemma nobiliare quasi a cappello dello stemma araldico dell’università di Mesagne, i cui cittadini ancora considerano questo monumento tra i più significativi della cittadina. Recentemente la Porta Grande è stata sottoposta ad un intervento di restauro, che ha evidenziato la diversa colorazione dei conci calcarei, più scura nella parte più antica (in basso) e più chiara nella ricostruzione settecentesca.

 

Piazza IV Novembre

Dalla porta grande, entrando nel centro storico cittadino, basta percorrere pochi passi per essere già in piazza IV Novembre, ancora oggi chiamata dai più anziani “Lu Sitili”, evocando così il luogo – il Sedile appunto – nel quale si riunivano i Nobili e che restò in piedi sino al 1878, anno nel quale, per allargare la piazza, fu abbattuto.

Entrando nella piazza ci si rende subito conto che si è di fronte a due quadrilateri di diversa grandezza, affiancati. Avendo alle spalle la Porta Grande, ecco sulla sinistra il vecchio palazzo della Pretura. Nel 1878, quando già da dieci anni ospitava le aule di giustizia, nel palazzo fu collocato il primo orologio pubblico. Completamente ristrutturato negli anni ’80,  il palazzo ha ospitato il Museo e la Biblioteca comunale, mentre ora, dopo nuovi interventi, è sede della sola biblioteca.

 

Biblioteca

La biblioteca comunale risale al 1867, costituita con quanto era rimasto delle biblioteche monastiche esistenti a Mesagne e passate al demanio con la soppressione dei conventi. Divenne funzionante nel 1871 e fu intitolata all’illustre medico e filosofo Epifanio Ferdinando. Col passar del tempo, però, essa decadde e nel 1913 quanto rimaneva fu ceduto dall’Amministrazione civica alla Biblioteca popolare “Ugo Granafei”, eroe della guerra di Libia. In quegli anni tale istituzione divenne vero punto di riferimento culturale, tanto che vi furono costituite una sezione archeologica ed una storica.

 Nel 1931, la biblioteca tornò alle dirette dipendenze del Comune, e, tra alterne vicende, è giunta sino a questi giorni, ripristinata in toto, però, solo dal 1985, anno dal quale si registra un cospicuo incremento librario ed una crescente frequentazione da parte di cittadini e studiosi.

La Biblioteca ora annovera tra i suoi scaffali oltre 30.000 volumi ed in essa si conserva un incunabolo, ossia uno dei primi esemplari di libro a stampa, 17 pergamene, numerose cinquecentine, diverse edizioni del seicento e del settecento. Di recente, poi, ad essa è stato donato l’intero fondo epistolare del prof. Mario Marti. Si tratta di una serie di corrispondenze dell’illustre letterato con i maggiori esponenti della letteratura italiana del XX secolo, che vanno a consolidare quanto già è pregio di questa biblioteca: l’essere un punto di riferimento nell’ambiente culturale della Terra d’Otranto.

Presso la biblioteca è costituita una emeroteca dotata di circa 60 periodici correnti e di alcune decine di periodici antichi, alcuni dell’Ottocento e del primo Novecento.

La biblioteca fa parte del Sistema Bibliotecario Provinciale di Brindisi.

Negli anni scorsi essa è stata rinnovata nelle strutture e dotata di nuovi strumenti; vi è stata inoltre costituita una mediateca, dotata di 4 postazioni multimediali. Il rinnovamento è stato coronato dalla creazione di una rete informatica interna. In seguito a queste innovazioni, è stato attuato un primo lotto di catalogazione informatica e la Biblioteca di Mesagne è stata ammessa nel Sistema Bibliotecario Nazionale (SBN). Attualmente sono catalogati informaticamente quasi 12.000 volumi, che è possibile interrogare tramite gli indirizzi internet opac.sbn.it oppure opac.provincia.brindisi.it-



 

TUTTO IL PROGRAMMA

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Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
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