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Pagina 2 di 3 Chiesa di Santa Maria di Loreto Proseguendo lungo via Roma, basta qualche minuto per giungere in piazza Madre Giuseppina Vannini e notare la chiesa, ora ad unica navata, di Santa Maria di Loreto. Il luogo di culto fu eretto nel 1615 e, fino alla seconda soppressione degli ordini religiosi, quella della seconda metà dell’Ottocento, è stato officiato da Frati minori francescani, osservanti prima, e riformati poi. La chiesa fu eretta per volontà di Giulia Farnese che intendeva sciogliere così un voto formulato l’anno precedente per ottenere dalla Madonna la liberazione del marito, Giovanni Antonio Albricci, prigioniero a Napoli. La costruzione del luogo sacro fu iniziata nel medesimo arco di tempo nel quale fu edificato l’attiguo convento che, assegnato prima agli osservanti, fu completato invece, nel 1627, dai francescani Riformati, che vi dimorarono, tra alterne vicende, fino al 1866 anno della definitiva soppressione e della cessione di quel luogo al Comune di Mesagne per farne un ospedale. Chiesa di chiara spiritualità francescana, che vi ha introdotto anche il culto per la Madonna della Croce, attuale titolo della Confraternita lì presente, S. Maria di Loreto conserva diverse opere pregevoli. Tra queste, il Calvario Ligneo opera di frate Angelo da Pietrafitta, tra i più apprezzati crocifissisti francescani della seconda metà del Seicento. E’ certo che il frate abbia realizzato solo il crocifisso, lasciando la scultura delle altre statue, qui come altrove, alla cura dei suoi allievi frati intagliatori. E senza nulla togliere alla tela dell’estasi di San Francesco o alle statue in cartapesta di San Pasquale Baylon e della Madonna della Croce, sempre nella cappella del crocifisso è da segnalare una croce processionale in madreperla, realizzata in ambito francescano ad inizi Ottocento ed autentico trattato teologico-popolare sulla passione e la morte di Gesù Cristo. Chiesetta della Misericordia Ad un chilometro dalla chiesa di Santa Maria di Loreto, percorrendo via Panarèo, sorge una chiesetta, un tempo più ampia e probabilmente a tre navate, dedicata alla Madonna della Misericordia. Un’antica leggenda, peraltro riferita da fonti scritte, dice che, nel 1579, l’immagine sacra di un antico luogo sacro dedicato alla Madonna degli Ulivi fu oggetto di un sacrilegio: un giovane che perse al gioco le lanciò contro un oggetto; l’immagine sanguinò ed il sacrilego rimase paralizzato. Ed il nome di Madonna degli Ulivi fu mutato in quello di Madonna della Vendetta e, dopo un anno, fu l’arcivescovo di Brindisi, Figueroa, a mutarlo in quello di Madonna della Misericordia. All’interno della chiesetta, di grande interesse è il bassorilievo raffigurante l’arme dei Castriota-Musachi e quello stemma si è ipotizzato possa essere un elemento del sepolcro costruito per Giovanni Castriota figlio di Giorgio morto a Mesagne nel 1514. Ma quello non è l’unico bassorilievo conservato nella chiesetta. Molto interessante è anche - accanto ad altri - lo stemma della città di Mesagne, un albero di palma posto tra due spighe di grano, in uno scudo arrotondato: un insieme di elementi cristiani e pagani, che indicherebbero la benedizione religiosa della prosperità civile ed economica della comunità.
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