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Zona Settentrionale
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Zona Settentrionale
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Costeggiando il perimetro dell’antica cinta muraria e spostandoci poi verso quella che una volta era aperta campagna ed ora nemmeno più periferia. Iniziamo questo percorso dal punto in cui, provenendo da Brindisi, la via Appia entra a Mesagne, ed è possibile visitare

 

Tempietto di S. Lorenzo

Con le spalle al capoluogo, alla nostra sinistra troviamo il tempietto paleocristiano di San Lorenzo, una costruzione di tipo basilicale a tre navate, coperta da cupola centrale che evidenzia, già dall’esterno, gli interventi succedutisi nel corso dei secoli. Le caratteristiche architettoniche, infatti, escludono che si tratti di un edificio romano e inducono a considerarlo monumento bizantino o paleo-cristiano databile al VI-VII secolo dopo Cristo. Il tempio è stato, nel corso dei secoli, chiesa colletta, da essa cioè partiva, la Domenica delle palme, la processione dei capitolari della Collegiata.

Un tempo questa struttura paleocristiana dovette essere interamente affrescata. I restauri promossi nei decenni scorsi hanno salvato il luogo dal degrado legato all’utilizzo del sito come macello comunale e deposito della nettezza urbana. Sono così emerse tracce di dipinti sia nell’abside, sia nelle navate. Appena intuibile è un Cristo pantocratòre, letteralmente: "Colui che contiene tutte le cose" o anche"Dominatore su tutto", e una figura orante. Ben visibili appaiono, invece, due volti nei quali una prima ipotesi individua quelli di Giustiniano, l’imperatore bizantino e sua moglie Teodora, sulla base di un confronto con le raffigurazioni dei mosaici della Basilica di San Vitale a Ravenna; una seconda - più plausibile - ha visto in essi S. Elena imperatrice e Costantino, suo figlio, che le chiese orientali considerano santo.

 

Chiesa SS. Annunziata ed ex convento dei Domenicani

Andando in direzione del centro cittadino, a poche decine di metri dal tempietto di San Lorenzo, si trovano la chiesa della Santissima Annunziata e l’ex convento dei Domenicani che una volta era unito all’edificio di culto.

L’attuale struttura della Chiesa, ad una sola navata, fu iniziata nel 1702 per essere ultimata nel 1750 e fu realizzata sul luogo dell’antica chiesa cinquecentesca, anch’essa dedicata all’Annunciazione, della quale resta un solo, significativo elemento superstite: il cosiddetto portale della Veronica ora murato su via Antonio Corsi sotto il rosone dell’abside.

Il portale della Veronica è una delle poche opere rinascimentali di Terra d’Otranto datate e firmate: esso fu realizzato da Francesco Bellotto, scultore di Nardò e reca la data del 1555, come ancora agevolmente si può notare osservando i cartigli a destra ed a sinistra del portale. Nel lunotto centrale del portale è raffigurata la Vergine del Rosario, con ai lati la scena dell’annunciazione, mentre proprio sull’architrave si trova il lino della Veronica, sul quale Gesù impresse il proprio volto nel corso della Passione. L’opera si completa, proprio sull’architrave, con una scena di ampio respiro e di grande plasticità.

L’attuale chiesa, di chiara impostazione culturale domenicana, è un autentico scrigno d’arte: sull’ultimo altare a sinistra, prima di quello maggiore, vi è la tela, datata 1617 e firmata dal mesagnese Gian Pietro Zullo, che ritrae la Vergine col bambino che appare a San Giacinto. Ma nella chiesa si conservano anche altre preziose opere: diversi dipinti attribuibili a Zullo; un crocifisso ligneo attribuito a padre Angelo da Pietrafitta; una tela con il beato Lorenzo da Brindisi attribuita ad Oronzo Tiso, ed una tela raffigurante la Natività, opera del ruffanese Francesco Saverio Lillo, che la realizzò nel 1772.


 
 

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